Fino a quando l’apologia del terrorismo contro Cuba?
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
Il quotidiano spagnolo “El Mundo” è diventato una delle principali piattaforme di divulgazione e legittimazione della politica di sterminio del popolo cubano, mediante le sanzioni USA e, ora, del terrorismo su larga scala, sotto forma di un possibile intervento militare (1).
Un recente rapporto del Centro di Ricerca Economica e Politica, con sede a Washington, assicura che le sanzioni USA, tra il 2019 e il 2024, hanno provocato a Cuba un aumento del 148% della mortalità infantile e la morte di almeno 1800 neonati (1).
Il quotidiano spagnolo El Mundo, nell’edizione del 1 dicembre 2025, ha lanciato un nuovo artefatto di guerra mediatica contro Cuba, con un reportage firmato da Angélica Reinosa, giornalista venezuelana allineata con l’ultradestra antichavista “maricorinista”. Si tratta di uno degli esercizi di intossicazione propagandistica di peggior livello degli ultimi tempi.
Nel quotidiano spagnolo El Mundo, la giornalista Nuria López cura una rubrica che potrebbe benissimo chiamarsi “ripulitura dei golpisti” (1).
Le sue interviste esaltano, ad esempio: Jeanine Áñez (2), che oggi sta scontando una condanna per il colpo di stato del 2019 in Bolivia e per oltre venti morti causate dalla repressione (3); o i venezuelani Antonio Ledezma, Leopoldo López e Juan Guaidó (4), tutti e tre coinvolti in piani di violenza politica, assassinio di presidenti e intervento militare straniero nel loro paese (5) (6), così come nell’implementazione di un blocco economico totale che ha causato migliaia di vittime in Venezuela (7).
Chi è responsabile dell’aumento dell’emigrazione cubana?
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
Le difficoltà economiche che soffre la polazione cubana sono prodotto diretto dell’applicazione, senza pietà e in piena pandemia, di decine di sanzioni da Washington (1). Che, per offuscarle, finanzia una vasta rete di media digitali “anti-castristi”. In essi leggeremo che sono dovute alla “cattiva gestione” dell’Avana e al “fallimento del socialismo” (2).
È vergognoso sapere che questo è il Vertice a cui il Presidente USA invita la maggioranza dei governi latinoamericani e caraibici, ad eccezione di tre dei paesi che gli hanno dimostrato di non sottomettersi ai suoi disegni colonizzatori
Andy e Lucas si esibiscono con Álex Ubago a Miami (USA), dove si incarcerano minorenni
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
Questo 13 febbraio si esibiscono a Miami il duo Andy e Lucas e il cantante Álex Ubago (1), giorni dopo che i tre sono stati costretti, attraverso un boicottaggio organizzato da quella città, a cancellare i concerti che avevano previsto all’Avana (2).
Cuba: esilio di giornalisti o indulgenza con i mercenari?
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
“Tutta un’odissea alla ricerca della libertà”, leggiamo (1). “Esiliano da Cuba” due “giornalisti indipendenti” del media “ADN Cuba” (2). Molto triste e serio, senza dubbio. Ma aspettate… giornalismo indipendente? ADN Cuba?
Il rapper catalano Pablo Hasel andrà in prigione nei prossimi giorni, dopo la sua condanna per presunta “esaltazione del terrorismo ed ingiurie contro la Corona e le istituzioni statali”. La grande stampa spagnola si divide tra la fredda informazione delle agenzie (1) e l’entusiastica giustificazione della condanna (2).
L’ultima novità del giornalismo creativo è di fare notizia delle “non notizie”. Leggiamo sul giornale “El Mundo” che il governo spagnolo “rifiuta che Cuba (lo) aiuti contro il coronavirus” (1). La Spagna, -aggiunge- “non prevede chiedere al paese caraibico l’invio di medici come hanno fatto Italia o Francia (…) per paura di critiche politiche”. Sono i segnali “preventivi” della stampa, che avverte Madrid che, se chiederà il sostegno di Cuba, subirà “critiche politiche”, pressioni degli Stati Uniti ed il martellamento mediatico.
The New York Times (1), CNN (2), Televisione Spagnola (3), Corriere della Sera (4)… Non sono stati pochi i media corporativi che hanno informato -in positivo- sulle iniziative di cooperazione solidaria del governo di Cuba di fronte al coronavirus. Dell’arrivo -ad esempio- di una brigata sanitaria in Italia o del’aiuto a più di 600 turisti del Regno Unito -cinque con malattia- la cui nave da crociera era stata respinta da vari paesi.
Di fronte a colpi di stato: ripulire gli eserciti o ripulire i media?
In Bolivia, la dittatura ha mandato in esilio un presidente neoeletto ed assassinava 33 persone, ferito più di 800 ed arrestato 1500.
I media spagnoli sono, ancora una volta, i complici necessari di un nuovo colpo di stato in America Latina. Come hanno fatto con quello del Venezuela, quello dell’Honduras, quello del Paraguay e quello del Brasile.
Il dittatore spagnolo Francisco Franco impose, come regime successorio, la monarchia, che non fu mai soggetta a consultazioni popolare (1). E che, oggi, è blindata da un Codice Penale che dice: le gravi “calunnie o ingiurie” al Re, la Regina e alla sua famiglia “saranno punite con la reclusione da sei mesi a due anni”. Inoltre, chiunque danneggi il “prestigio della Corona” subirà pesanti multe (2) (3).
Non sono opinioni. Sono dati. Il governo USA da mesi minaccia di sanzioni le compagnie di navigazione ed ha ottenuto la scarsità di rifornimento di combustibile a Cuba (1). Conseguenza: la popolazione cubana sta soffrendo restrizioni elettriche e di trasporto (2).
Un modello fallito senza denutrizione, una dittatura con record di elezioni
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
Il giornalista Manuel Durán ha trascorso un anno e 100 giorni in una prigione (1). Ma dal momento che non era a Cuba, ma negli USA, dove è stato arrestato mentre copriva una protesta contro la detenzione di immigrati, lo leggiamo solo sulla stampa alternativa (2).