Si racconta che Máximo Gómez, il Generalissimo mambí delle guerre d’indipendenza cubane del XIX secolo, dicesse che luglio e agosto erano i suoi migliori subordinati. Quando le truppe spagnole si addentravano nelle campagne, all’inseguimento dell’Esercito Liberatore, venivano accolte da ondate di zanzare e altre diverse bestiole, le soffocava il caldo umido e il sole cocente —con l’intermittente e a tratti furibonda assistenza della pioggia, che li tendeva agguati senza avviso— e le malattie tropicali facevano strage tra le loro file.
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Con lo sguardo rivolto all’eternità
Questa Patria dal cuore immenso, che oggi abbraccia la tua repubblica sognata, mentre feroci assalti si sprigionano dalle viscere del mostro, non ha mai concepito per te lo spazio oscuro della morte, non ha mai rinunciato alla tua esistenza perpetua; perché i proiettili uccidono gli uomini, ma quel maggio hanno commesso l’errore di sparare a una stella.
Breve storia di una frustrazione
“Tutti i cubani confidavano di avere sempre nel governo americano un efficace sostegno per i loro sogni di libertà…”. Così esprimeva il generale dell’Esercito Liberatore Enrique Collazo nell’opera ‘Gli Americani a Cuba’, nel commentare la tristezza e la disillusione che l’intervento imperiale del 1898 aveva rappresentato per il popolo cubano.
La base yankee di Guantánamo è frutto del servilismo di 120 anni fa
Il 16 febbraio 1903, il Governo di Estrada Palma cedette, per la Base Navale di Guantánamo, un’area di 117,6 chilometri quadrati di territorio nazionale, che da allora rimane occupata, contro la volontà del popolo cubano.
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Manifesto di Montecristi, vincere la guerra del pensiero
Il Delegato del Partito Rivoluzionario Cubano (PRC) e il Generale in Capo dell’Esercito di Liberazione hanno firmato a Montecristi, una città della costa nord della Repubblica Dominicana, un testo trascendentale di contenuto politico-ideologico sulla guerra iniziata a Cuba e sul carattere che le attribuivano.
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Iniziò come un contratto d’affitto…
e gli USA la convertirono in un’usurpazione

Da sempre i vicini del nord, nel loro piano espansionista, contemplarono impossessarsi di Cuba, in qualsiasi modo, per la sua posizione strategica. Non per niente chiamavano l’Isola “la chiave del Golfo”, tanto era l’importanza che i governanti dell’impero attribuivano a questo piccolo territorio insulare.
Dolphin Xiqués Cutiño www.granma.cu
La disputa precede il nostro carattere socialista
Miguel Cruz Suárez www.granma.cu
A questo punto e, con tutto quello che ci hanno fatto, e anche, con tutto quello che hanno voluto farci e non hanno potuto, è oltraggioso che alcuni si definiscano patrioti e stringano la mano che, quando il tempo arriva, premerà il grilletto o applaudirà euforicamente un’altra sanzione contro il nostro popolo.
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Mercenari
René González Barrios www.cubadebate.cu
Poco più di tre anni fa, parlando con un cubano d’onore, cameraman per un’agenzia di stampa straniera dell’Avana, che sembrava uno straniero, mi raccontava con amarezza e tristezza un’esperienza vissuta all’Avana Vecchia. Due giovani gli si sono avvicinati e gli hanno detto: “… yuma; se ci paghi 10 CUC a testa gridiamo contro il governo, quello che vuoi, così puoi filmarci».
Chi è Henry Reeve?
La Patria, come diceva Martí, non appartiene a nessuno, e se appartiene a qualcuno, apparterrà a coloro che la amano
altruisticamente e sono disposti a fare tutti i sacrifici per essa.”
Fidel Castro Ruz, 1955
di Pedro Urra Medina – www.cuba-si.ch/it
Solo poche ore dopo, il Comandante in Capo, Fidel, decise di chiamare “Henry Reeve” la Brigata Medica che era stata istituita per aiutare le vittime lasciate dall’uragano Katrina nel sud degli Stati Uniti e, più tardi, al Contingente Medico che avrebbe offerto il suo aiuto ovunque fosse necessario, a Cuba o in qualsiasi parte del mondo.
Discurso pronunciado por Eusebio Leal Spengler
Discurso pronunciado por Eusebio Leal Spengler, miembro del Comité Central del Partido e Historiador de la ciudad de La Habana, en el acto por el aniversario 114 de la muerte de Máximo Gómez, en la Necrópolis Cristóbal Colón, el 17 de junio de 2019, “Año 61 de la Revolución”.
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Figlio insigne e indimenticabile del popolo cubano
Questo 17 giugno si compiono 114 anni dalla morte di uno degli eroi più amati delle lotte cubane per l’indipendenza, Máximo Gómez, un cubano per diritto, come lo chiamò Fidel.
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La prima carica
Come chi ha inchiodati nell’anima un paio di speroni
Un 17 giugno di 113 anni fa moriva Máximo Gómez, cubano per merito e amore
«A cavallo per il cammino, con il campo di mais a un lato e quello delle canne dall’altro, fermandosi a un angolo per comporre la barriera, entrando in una capanna per dare della sua povertà a un infelice; montando a cavallo con un salto, strappando veli come chi ha inchiodato nell’anima un paio di speroni, come chi non vede nel mondo vuoto null’altro che il combattimento e la redenzione.
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La dottrina Monroe (parte II e finale)
colonna vertebrale dell’imperialismo USA
Dalla fine del XVIII secolo furono espresse le intenzioni del potente vicino nordamericano sull’isola di Cuba per voce delle sue principali figure politiche.
Così, dal 1805, Jefferson espresse le sue intenzioni di impadronirsi di Cuba per ragioni strategiche. Nel 1823, il segretario di stato USA, John Quincy Adams, enunciò la sua teoria della “frutta matura”: “(…) Cuba, separata dalla Spagna, cadrà necessariamente nel grembo USA…”.
Le pretese USA verso Cuba
Abel González Santamaría http://www.cubadebate.cu
Quest’anno commemoriamo il 150° anniversario delle guerre per l’indipendenza di Cuba, in un contesto in cui gli USA aumentano l’ostilità verso la Rivoluzione cubana e riprendono la Dottrina Monroe per giustificare la loro proiezione interventista dell’ “America per gli americani”. La strategia di “paziente attesa”, la concezione geopolitica del “destino manifesto” e la “politica della frutta matura” sono state trasmesse, di generazione in generazione, tra i gruppi di potere che hanno dominato i diversi governi USA dall’inizio del XIX secolo.








