Tag Archives: Yotuel Romero
Affari e guerra culturale contro Cuba
La musica di Yotuel Romero e Gloria Estefan come armi per il genocidio
David Rodríguez* Cubainformación
A nessuno sfugge (o non dovrebbe sfuggire) che la cultura non sia neutrale, ma piuttosto un campo di battaglia ideologico. È l’anticamera per ottenere il dominio totale trasformandola in norma accettata, unica e universale, che garantisca la riproduzione sociale ed economica, ossia l’egemonia. Nella disputa per questo costrutto sociale simbolico, il capitalismo, in contrapposizione a un modello socialista e liberatore, le attribuisce un approccio mercantilista e alienante.
Yotuel: blocco e genocidio
Yotuel Romero utilizza il festival Rototom per lavare il suo appoggio a Israele e al blocco criminale contro Cuba
L’artista, ripulito dai grandi media, promuove campagne che sostengono il blocco a Cuba mentre professa una “libertà” convenientemente mercificata.
Cubainformación
Cubainformacion: Palestina e Cuba
Oggi Palestina, domani Cuba: i diritti umani della “dissidenza” cubana
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
“Israele ha promesso una risposta senza precedenti che spero possa fare adesso. (…) Magari ci accorgiamo, domani, che l’unica cosa che rimane della Striscia di Gaza è la striscia. Per porre fine a quell’incubo una volta per tutte” (1). Sono le parole del presentatore e candidato sindaco di Miami, Alex Otaola, nel suo programma.
Cubainformacion: liberticidi x la libertà
Liberticidi per la libertà
La scrittrice Zoé Valdés, ora candidata per il partito spagnolo di estrema destra Vox, afferma che nella sua nativa Cuba non c’è libertà politica.
Mentre rivendica la figura del dittatore cubano Fulgencio Batista e chiede un intervento militare della NATO sull’isola.
Cubainformacion: l’arte del collaborazionismo
Yotuel Estefan o l’affare di “paralizzare Cuba” un 20 maggio
Cinque milioni di persone, in tutta Cuba, sfilando il 1 maggio, a sostegno della Rivoluzione, a malapena hanno generato notizie internazionali.
Ma leggiamo decine di note che hanno diffuso il lancio, il prossimo 20 maggio, di una nuova canzone contro la Rivoluzione, prodotta da Emilio Estefan.
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Cubainformacion: ville e limousine
Ville e limousine per la libertà di Cuba
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
A dicembre, più di 60 organizzazioni di solidarietà hanno inviato una lettera di protesta al Difensore dell’Audience di Radio Televisión Española (1). Il motivo: l’utilizzo come altoparlante di propaganda politica, da parte del cantante cubano “anti-castrista” Yotuel Romero, dello show Master Chef Celebrity.
Il curioso dilemma dei Yotuel Papers
Antonio Rodríguez Salvador www.lajiribilla.cu
Yotuel Romero, membro di Orishas, afferma che nel 2022 acquisterà la squadra di baseball degli Industriales. Dice che è un sogno che ha, e lo farà in modo che i giocatori di baseball non debbano emigrare e siano milionari a Cuba. In questo modo, il baseball cubano ritornerebbe in primo piano nel mondo.
Cuba, sinistra compiacente sull’alleanza tra le destre estreme e la ‘diaspora’ di Miami
Roberto Cursi www.lantidiplomatico.it
Pochi giorni fa, ‘l’AntiDiplomatico’, ha pubblicato un articolo su Yoani Sánchez e Jair Bolsonaro dove spiegavo il sostegno che la famosa blogger cubana ha dato ai candidati di destra – perfino razzisti – nelle varie presidenziali latinoamericane senza alcun tipo di imbarazzo.
Influencer o agente politico degli USA?
L’inserimento di Yotuel nella lista degli ospiti della Casa Bianca risponde alla strategia di comunicazione concepita per avvicinare il discorso di Washington al popolo cubano, in particolare alle generazioni più giovani
Daily Pérez Guillén www.granma.cu
Saviano, Yoani Sánchez e le fake news come strategia contro Cuba
Roberto Cursi www.lantidiplomatico.it
Si sa, i proverbi nascono dalla cultura popolare, tanti sono diventati luoghi comuni mentre altri ci sarebbe proprio bisogno di sfatarli. Poi ce ne sono alcuni che rimangono immortali e vanno bene per tutte le stagioni, uno di questi è “chi si piglia si somiglia”, e penso calzi a pennello per Roberto Saviano e Yoani Sánchez.
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“Patria y Vida” o la banda sonora del golpe non tanto blando a Cuba
Il modo migliore di fare propaganda è che non sembri si stia facendo propaganda.
Richard Crossman
In questa nuova fase dell’assalto contro Cuba, con impronta USA, si usa la facciata della rivolta sociale con simboli e canzoni dell’immaginario culturale anticastrista, sull’isola e soprattutto a Miami, con il Movimento San Isidro (MSI) in qualità di operatori politici e attivisti di strada.
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Cubainformacion: il declino dell’Operazione Yotuel
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
Il lancio, a febbraio, da Miami, della canzone “Patria y Vida”, è stata parte di una strutturata operazione mediatica contro il governo cubano, complementare di altre azioni di guerra culturale, come il cosiddetto Movimento San Isidro (1).
Grazie a una breve e intensa campagna di marketing, la canzone ha riportato, ai suoi partecipanti, la visibilità e gli introiti che avevano perso con la pandemia. Ma la gioia, a quanto pare, è stata di breve durata. Alcuni di loro sono, ora, in lite sulla distribuzione degli utili (2). E Yotuel Romero, autore della canzone, è stato denunciato dai suoi due ex colleghi del gruppo Orishas, per uso non autorizzato del nome di detto gruppo (3).
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La Patria si canta con il cuore puro
Puzza di zolfo l’«arte» che nasce a favore della volontà di coloro che pagano –a tutti i costi e ad ogni costo– per tentare d’irrompere, dalla più grezza ingerenza politica, nella sovranità di una nazione.
Nasce orfana «dell’anima» e del senso della creazione artistica che non ha bandiera propria; che si consolida nel risentimento estraneo; e che cerca, come unico proposito, di tentare d’inquinare i pensieri con la manipolazione, a convenienza della storia di un popolo e della sua cultura.
Cubainformacion: i venduti ed i molti testardi
Il testardo Ray Fernández
Anni fa, era quasi impossibile che gli artisti cubani facessero carriera a Miami senza pagare un tributo politico: abbandonare la loro residenza sull’isola e dichiararsi apertamente “anti-castristi”.
Poi venne il tempo del cosiddetto “interscambio culturale” e delle relazioni diplomatiche, durante l’amministrazione Obama.
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